Ordine pubblico? È solo repressione

Celere dentro la biblioteca

Quelli in blu NON sono studenti

La carica della celere che ieri si è svolta all’interno di una Biblioteca universitaria ha colpito indiscriminatamente tutti coloro che erano presenti.

La scusa che ha fatto scattare la violenza da parte della polizia è stata una denuncia portata avanti dal CUA contro i tornelli posti all’ingresso delle biblioteche, i quali impediscono a tutti coloro che non sono iscritti all’Università di Bologna di avvicinarsi alla cultura.

Per una cultura libera è nata una protesta finita in uno scoppio di violenza senza senso, con la conseguente distruzione dell’ambiente universitario da parte della polizia.

Erano decenni che la celere non entrava dentro l’Università di Bologna il cui rettore ieri, 9 febbraio 2017, ha autorizzato il massacro dei suoi studenti senza cercare un dialogo con coloro che stavano cercando di occupare i locali dell’Università o di salvaguardare chi, invece, stava semplicemente studiando.

Una vergogna questa, e l’ennesima dimostrazione del clima di repressione che un potere che non ci vuole liberi ci sta imponendo.  

Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti/e con questo comunicato vogliono esprimere la loro solidarietà a tutti quegli studenti che oggi hanno visto violato il loro diritto ad apprendere. La cultura dovrebbe renderci liberi.

No ad un paese in cui i professori hanno i manganelli e quello che ci insegnano è la violenza.

Lo chiamano ordine pubblico, per noi è solo repressione.

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