Abd el Salam muore un’altra volta: sgomberato lo spazio popolare in via Gandusio

Sgombero 28 febbraio 2017Oggi in via Gandusio è andato in scena il solito copione. Una palestra aperta dagli inquilini dopo 7 anni in cui essa riversava in uno stato di abbandono. Una libera società fertile di proposte e di azioni aggregative è stata annichilita da quel sistema di potere cittadino che non perde occasione per sprecare risorse pubbliche. Soldi pubblici scomparsi sotto la dichiarazione che di soldi non ce ne sono grazie ai maneggi dell’ACER. Una denuncia fatta contro la riappropriazione e la riapertura di uno spazio che era degli inquilini, dei ragazzi del quartiere e dei bambini. Hanno sgomberato una palestra che non era occupata, ma era pubblica nel senso più puro del termine: aperta e gestita dalle persone per le persone senza che nessuno ci guadagnasse sopra. Adesso la palestra è murata e i bambini ricominceranno a giocare per le strade.


Solo pochi giorni di speranza, pochi giorni in cui la fantasia, la cultura e lo sport avevano fatto il loro ingresso in via Gandusio, ghettizzata dalle istituzioni e abbandonata, che vede un intervento solo quando si tratta di buttare gli abitanti dei palazzi in strada, dividere le famiglie e opprimere. Sarà contento il Comune, saranno contente le associazioni finto sociali che hanno mangiato sul lavoro gratuito e in nero, svolto talvolta persino dagli inquilini stessi.


Adesso è murata, ma nessuno dimenticherà la lotta di via Gandusio, dei bambini e dei ragazzi che ci vivono. Hanno zittito il vespaio, si sono coperti e hanno murato le loro colpe assieme ai lavori che stavamo facendo e alla speranza che stavamo costruendo. Ma noi non ci fermeremo, questo è solo l’inizio della nostra lotta.

Possono aver murato la palestra, ma non la speranza che ci anima.

Il Direttivo del Circolo dei Giovani Comunisti di Bologna

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