F35……. E LA TELENOVELA CONTINUA!

Dopo aver sbraitato in campagna elettorale contro il programma dei caccia bombardieri F35, i grillini prima negano tramite il Ministro Trenta che saranno acquistati nuovi bombardieri, poi il governo avalla la firma dell’ex Ministro Pinotti (PD) per un contratto di fornitura di altri 8 aerei.

La telenovela degli F35 non solo sembra non avere fine ma si riempie di nuovi colpi di scena. Il governo di targa grillo-leghista, dapprima, per bocca del Ministro alla Difesa Trenta, ha negato  su tutti i media che fosse in programma l’acquisto di altri aerei poi, nel silenzio di quegli stessi media, ha proceduto ad avallare un nuovo contratto con la Loocked per ben altri 8 aerei per un totale di 26 F35. 150 milioni di euro l’uno: è il costo medio reale calcolato per gli F35 dall’ultima relazione della Corte dei Conti.

Da piu’ parti si urla che la flotta aeronautica italina va svecchiata ma non si dice per quale motivo. Gli F35, infatti, dovrebbero essere da progetto modernissmi aererei multiruolo con tecnologia stealth per teatri di guerra lontani. In altre parole, servono per appoggiare le guerre future che la gli USA, con l’appoggio della NATO, decideranno di intraprendere per la difesa dei propri interessi geopolitici ed economici nel mondo.

Anche se si fosse d’accordo con questa politica di aggressione, non si puo’ non notare però che questi aerei sono ciarpame bello e buono.

Imbarazzante» e «patetico», è così che il Times di Londra ha definito il volo inaugurale dei primi caccia supersonici F35 modello Lightning II consegnati dalla casa produttrice Lockheed Martin alla Raf, la Royal Air Force. È bastato un po’ di pioggia e il volo dalla Carolina del Sud alla base di Marham nel Norfolk è stato annullato. Gli aerei sono rimasti a terra e i generali britannici che si preparavano a festeggiarein pompa magna, hanno masticato fiele..

Da notare che si tratta degli stessi, identici, modelli di jet – progettati, sulla carta, per resistere ai cyberattacchi, a decollo verticale, non intercettabili e così via – che l’Italia ha recentemente comprato in blocco – in numero di otto – aumentando in un sol colpo e in modo considerevole il già costosissimo (730 milioni di dollari nelle ultime previsioni della Corte dei conti) programma di ammodernamento della flotta di cacciabombardieri tricolori.

A dare l’annuncio di questo nuovo e non pattuito acquisto è una nota diffusa direttamente dal Pentagono. Costo in più per l’Italia: 10 milioni di dollari.

In previsione di un quadro politico incerto dopo le elezioni del 4 marzo, i partner statunitensi hanno iniziato a premere sull’ex Ministra della Difesa Roberta Pinotti perché firmasse di corsa l’acquisto degli altri otto aerei, nonostante la titolare del dicastero fosse in prorogatio di mandato, con gli scatoloni già pronti. La firma, infatti, porta la data del 25 aprile. Cio’ non toglie che, invece di impugnare la firma e di avvalersi della sentenza della Corte dei Conti secondo cui la partecipazione nazionale al programma non è soggetta a penali contrattuali, il Ministro Trenta ha preferito avallare la scelta del suo predecessore.

Complessivamente il programma, una volta completato, vedrà l’Italia dotarsi di 90 nuovi aerei per un costo totale di circa 14 miliardi di euro. Intanto, a Washington, il Congresso avverte la Difesa Usa di non procedere all’acquisto definitivo (i caccia sono in dotazione anche alle forze armate americane) finché non siamo risolti tutti i problemi tecnici del mezzo.

Ad essere precisi, il programma degli F35 è molto piu’ oneroso e riguarda anche costi in sovrappiu’ oltre quelli di mero acquisto.

Il costo complessivo dei 90 cacciabombardieri F-35 che l’Italia prevede di comprare è di almeno 14 miliardi di euro (di cui 4 già pagati). Un costo al quale vanno aggiunti almeno 35 miliardi di euro di costi operativi e di supporto logistico per i 30 anni di vita di questi 90 aerei.

Pensate solo a quello che si potrebbe fare in Italia tagliando questa inutile spesa! Ne gioverebbe la sanità, l’istruzione, la messa in sicuro del territorio e perfino un possibile  taglio alle tasse.

Alessandro Di Battista del M5S, la scorsa estate , definiva quello degli F35 un programma “fallimentare”, specificando che “chi ci ha fatto entrare in questo programma dovrebbe essere preso a calci in culo”. Poco meno due anni fa, eravamo a fine 2016, era il deputato Manlio Di Stefano a esplicitare ancora più chiaramente la posizione del M5S: “Si chiudano subito i contratti per gli F-35 in essere e si provveda ad individuare una exit strategy che accompagni il nostro Paese ad abbandonare definitivamente il piano di sviluppo del programma”.

Si vedrà però, nei prossimi mesi, come si muoverà la neoeletta ministra della Difesa Elisabetta Trenta. Se il M5S manterrà quanto urlato ai quattro venti in campagna elettorale oppure se si rimangerà tutto. Per questo si dovrà attendere il nuovo Documento Programmatico Pluriennale, attraverso cui il ministero stabilirà gli stanziamenti per i prossimi anni, ed eventualmente confermerà le erogazioni precedenti, oppure le rivedrà al ribasso. Il taglio è possibile e la Ministra Trenta lo sa visto che, come indicato prima, c’è una sentenza della Corte dei Conti in tal senso.

 

Alessandro Latella

Resp. Organizzazione e Tesseramento PRC – Fed di Bologna

 

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